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Le spiagge
Is Arutas con i suoi chicchi di quarzo, Mari Ermi e le sue dune, Maimoni selvaggia, Su Pallosu nascosta. La costa del Sinis è una sequenza di paradisi, tutti a meno di 20 minuti d'auto.



Il territorio · Sinis
Il Sinis è una penisola battuta dal vento e affacciata sul mare aperto, che concentra in appena trenta chilometri di costa, un patrimonio sorprendente. Qui la storia millenaria dei fenici, dei romani e dei misteriosi giganti di pietra convive con una natura incontaminata, fatta di spiagge di quarzo e colonie di fenicotteri.

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Is Arutas con i suoi chicchi di quarzo, Mari Ermi e le sue dune, Maimoni selvaggia, Su Pallosu nascosta. La costa del Sinis è una sequenza di paradisi, tutti a meno di 20 minuti d'auto.

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Sul promontorio di Capo San Marco, le rovine di Tharros, fondata dai Fenici nell'VIII secolo a.C., dialogano con il Mediterraneo. Colonne romane, terme, strade lastricate: tre civiltà sovrapposte su una lingua di terra.

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All'alba e al tramonto, lo Stagno di Cabras si tinge di rosa. I fenicotteri sono di casa qui, più di duemila esemplari, insieme a aironi, cormorani e folaghe.

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Nel cuore del Sinis c’è un piccolo villaggio avvolto nel silenzio. È il villaggio di San Salvatore. Deserto tutto l’anno, il borgo si anima tra fine agosto e i primi di settembre per la Processione Corsa degli Scalzi, quando centinaia di fedeli in saio bianco partiti da Cabras, arrivano correndo a piedi nudi . Durante questo periodo i fedeli partecipano ogni giorno ad una sentita Novena in lingua sarda ,lungo le vie del villaggio. Il fulcro è la chiesa del Settecento dedicata a Gesù Salvatore, che cela al di sotto del suo pavimento un ipogeo risalente al IV secolo d.C.

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Lo Stagno di Cabras è area umida tra le più importanti d'Europa. Intorno, la macchia mediterranea profuma di mirto e lentisco. Sentieri da fare a piedi o in bici, tutti pianeggianti.

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La bottarga di Cabras, l'oro del Sinis. Sa merca, pesce bollito ed avvolto con erba palustre. Malloreddus, fregula, dolci di mandorla. Una cucina di acqua e terra, semplice e autentica: legata alla tradizione e ai sapori di una volta.
Dossier

Statue colossali di arenaria, alte fino a 2,5 metri. Pugilatori, arcieri, guerrieri. Scolpite tremila anni fa da una civiltà che non sapeva ancora di essere Sardegna, e poi sepolte, dimenticate, ritrovate quasi per caso nel 1974.
Oggi vivono qui, a un chilometro da Casa Bonesu, nel Museo Civico di Cabras. Andare a guardarli negli occhi è il modo migliore per cominciare un soggiorno nel Sinis.
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Statue ricostruite
1 km
Dalla nostra porta

